DOLLY

poesia inedita del 1976 di Lisa Morpurgo

 

Credo che tu lo sapessi, anzi,

ne sono sicura (THE CAT HIMSELF KNOWS)

pensavamo assieme le stesse cose

da tanto tempo

in mille modi mi facevi capire

la tua noia di vivere, perché

duro è all’orgoglio felino

il muscolo inerte,

lo sguardo velato dalla cecità.

Sempre

Ricorderò l’ultima notte,

il temporale, la pioggia

scrosciante sul giardino vuoto,

accoccolata nell’incavo del mio ginocchio

dormivi il tormentato sonno

della vecchiaia,

mi colse l’alba con l’amaro

sapore della tua morte.

Eppure tu compivi gesti consueti

Come se nulla fosse,

forse per consolarmi,

passi cauti e dolenti verso

l’ultima tazza di latte.

“Vieni” ti dissi, ed eri

sul balcone per l’ultima volta,

al sole.

Mi seguivi quieta (sublime

dignità dei gatti) la città

ignoravi attorno a noi,

lo squallido studio del veterinario.

Amico ti fu Marte

Nel supremo istante

a me nemico:

un solo urlo feroce

e poi spiravi

con un fremito rapido dei baffi.

Ora, nella casa deserta,

quel lieve rumore che sento,

quell’ombra leggera

nel vano della finestra

(she likes the warm and sunny spots)

non sono una sorpresa: ti aspettavo,

compagna di un

lunghissimo strazio.