LA CONDIZIONE DELLA DONNA ALLA FINE DEGLI ANNI ‘90
Il forte accumulo dì
pianeti in Capricorno, oltre agli effetti dovuti alle proiezioni di transito e
descritti nello scorso numero di Ricerca '90, ha associato il suo
notevole peso a un fenomeno in corso da anni, ossia il vuoto totale dei segni
d'Aria. Il solo Giove, com'è ovvio, ha offerto un parziale appoggio a questi
segni durante l'ultimo decennio, con un soggiorno regolare in Aquario (febbraio
1985-febbraio 1986) e un sussultante soggiorno in Gemelli nel 1988 (otto mesi
in tutto, intervallati da una retrogradazione in Toro). Ma se prendiamo in
considerazione i pianeti davvero importanti, ossia capaci di agire a fondo
sulla situazione mondiale grazie alla loro lunga presenza in un dato segno,
dobbiamo risalire alla prima metà del 1983, quando Saturno e Plutone si
trovavano ancora in Bilancia.
Da quel momento in poi, non solo i segni d'Aria si svuotano, ma
sono bersagliati a turno, o anche contemporaneamente, da transiti negativi: i
Gemelli subiscono a lungo l'opposizione di Nettuno, di Urano e di Saturno in
Sagittario; poi toccherà
alla Bilancia con lo spostamento degli stessi pianeti in capricorno e nel
frattempo l'Aquario è sottilmente corroso dalla subdola marcia di Plutone in
Scorpione.
Nella mappa dei comportamenti umani in generale - come d'altronde
accade nella mappa dei singoli individui - un vuoto d'Aria significa mancanza
di leggerezza, di distacco; incapacità di vedere le cose dall'alto e in una prospettiva diversa da
quella proposta dai luoghi comuni correnti; scarsa elasticità mentale e
scarsissimo senso dell'umorismo.
Quando i Gemelli erano il segno più colpito, questi effetti negativi produssero prima gli eccessi e
poi il letargo della contestazione giovanile, e un degrado quasi abietto dei
mezzi di informazione, con i giornalisti impigriti sulle loro poltrone e
confinati nella lettura dei comunicati d'agenzia, senza nessuna voglia di
controllare direttamente con occhi e orecchi quanto stava accadendo nel mondo.
Delle tribolazioni della Bilancia-giustizia ho già parlato. Mi riservo ora di
dedicare la massima attenzione all'Aquario perché proprio da questo segno
partirà, nel 1991, il primo squillo annunciatore di un risveglio.
A questo punto vorrei subito dissociarmi dalle previsioni che
potrebbero essere fatte - e anzi verranno certamente fatte - con ampi
riferimenti alla solita mitologia dell'Aquario idealista e progressista,
pronubo di un'Età dell'Oro di pura
fantasia. No, la struttura portante dell'Aquario, abilissimamente mimetizzata, è la sua anti-patriarcalità, da cui deriva una
caratteristica peculiare e notata solo dagli astrologi più attenti: uno scarso
desiderio di riprodursi. Sole e/o Venere e Mercurio in Aquario segnalano spesso,
nei temi di singoli individui (sia maschi sia femmine) la tendenza a non volere
figli, accompagnata in molti casi da una scarsa fecondità fisiologica.
Alcuni ragionamenti fatti nel numero scorso, e altri che farò ora, partono proprio dalla
sterilità programmatica dell'Aquario che a mio avviso verrà alla ribalta quando
Saturno entrerà nel segno all'inizio del 1991 e si ricollegherà in modo molto
preciso alla condizione della donna in questo scorcio del secolo.
A chi non abbia letto il mio Convitato
di Pietra (volume ormai introvabile, ma che verrà ripubblicato in
autunno da Longanesi) ricorderò che nel cervello maschile l'idea del dominio
sulla natura corrisponde al dominio sulla donna, e la volontà di sfruttare al
massimo la natura si riflette nella volontà di sfruttare al massimo la donna.
In questo catastrofico condizionamento genetico si esprimono sia il desiderio
virile di affermare il proprio potere e la propria illusoria superiorità, sia
un'invidia profonda per la fecondità del grembo femminile, sia l'avidità di chi
vede in questo grembo fecondo un produttore inesauribile di beni. La mentalità
umana (e non solo maschile) è orientata ossessivamente verso l'aumento e la
crescita; nei mercati borsistici mondiali ci sono forse due persone su mille
che giocano al ribasso, mentre le altre novecentonovantotto puntano solo al
rialzo, senza accorgersi di aver imboccato il tunnel di una follia monetaria
pronta a esplodere a intervalli regolari. E questo atteggiamento dell'alta e
dell'infima finanza ha ormai contagiato tutto il nostro modo di vivere,
toccando vette di delirio imbecille sotto la spinta dell'edonismo reaganiano di
recente memoria. Non dimentichiamo infatti che la Bilancia, oltre che sede
della giustizia, è anche trono della logica e delle facoltà raziocinanti,
distrutte dai pesanti transiti in Capricorno.
Gli esempi da citare in proposito
sarebbero molti, ma mi limiterò a quelli legati al pericolo più macroscopico del
nostro tempo e che è anche, paradossalmente, il più ignorato: la
sovrappopolazione. Le campagne antiabortiste, rafforzatesi negli ultimi anni,
sono sostenute da varie fedi religiose, come sempre, ma sono anche appoggiate
dalla stragrande maggioranza dei politici di tutto il mondo, il che, dopo le
conquiste democratiche della seconda metà del secolo, è davvero eccezionale;
non basta: la totalità della stampa, anche quella di sinistra, che di quelle
conquiste dovrebbe essere paladina e vessillifera, tace vergognosamente, e se
pur non difende in modo aperto le leggi anti-abortiste, insorge con grida
d'allarme di fronte al supposto "pericolo della denatalità", che si
può combattere, ovviamente, solo sfornando neonati a ritmo forzato, e dunque se
non è zuppa è pan bagnato.
Mi ha sempre stupito il fatto che
suggerimenti genetici utilissimi al tempo delle caverne si manifestino così vigorosamente ancora
oggi, nell'era dei viaggi spaziali; penso che si debba attribuire il fenomeno,
tra l'altro, alla tendenza solar-marziana che ci governa, tutta vitalità
energetica e niente logica (poiché il raziocinante Saturno è il perdente della
situazione). Però fino ad epoca recentissima questi sussulti mentali da
trogloditi avevano prodotto danni gravi sì, anche gravissimi come le guerre, ma
circoscritti e temporanei. E sebbene milioni di vite umane fossero sacrificate,
la vita globale di tutta la specie non era messa in gioco.
Adesso invece sì. Adesso vari filoni di
stupidità confluiscono producendo un'onda di follia che sta per travolgerci
tutti. Tra questi filoni troviamo in primo luogo la misoginia
con la già citata identificazione donna-natura. La donna che rifiuta di partorire si
confonde, nell'immaginario collettivo, con la natura che si inaridisce, che si
ammala, che non ce la fa più a produrre il cibo necessario a un numero
spropositato di bocche da sfamare. E invece di indurre alla riflessione, questo
fenomeno scatena l'ira, la furia, la smania di infierire contro ogni simbolo
femminile della vita. Perciò si rovesciano sui campi tonnellate di concimi
esiziali, si stravolgono i ritmi della riproduzione animale con gli allevamenti
forzati, e infine si attaccano le donne colpevoli di non "produrre",
perché a conti fatti la moltiplicazione delle gravidanze viene associata a
quella moltiplicazione dei pani e dei pesci e dei beni voluttuari che è la base
della nostra civiltà dei consumi. E forse nel cervello di qualcuno si annida il
sogno di piegare anche queste streghe pigre e malvagie a una riproduzione
forzata, come nelle porcilande della bassa padana; senza forse, perché come
abbiamo scoperto di recente il romeno Ceausescu ci ha già provato.
Il secondo filone di follia si ricollega
appunto all'avidità, al desiderio già descritto di arricchire in verticale e di possedere
sempre di più, in una visione della vita che ricalca pari pari il Paese dei
Balocchi di Pinocchio e appare destinato alla stessa fine. L'economia moderna,
basata unicamente sul valore delle monete e sui profitti apparenti, ci ha
accecati impedendoci di calcolare i costi reali di quanto sprechiamo con tanta
allegria. Un esempio tra tutti, quello dei rifiuti, tossici e non, la cui
eliminazione finisce presto o tardi con l'ingoiare metà di quei famosi profitti
sbandierati da aziende grandi e piccole come "fonte di occupazione".
Poco importa, infatti, che fino all'altro ieri l'eliminazione selvaggia delle
scorie non gravasse sui bilanci delle ditte, perché la necessità dello Stato di
prendersi carico degli scandali più evidenti si tradurrà inevitabilmente in
tasse, e gli inevitabili già serpeggianti danni alla salute si tradurranno in
pesanti spese mediche.
Su questa insaziabilità indiscriminata agisce
molto probabilmente Giove secondo la legge della stimolazione degli opposti. Mi
riprometto di ritornare in futuro, con più calma, su un'ipotesi in via di
elaborazione e che posso riassumere così: ritengo che ogni pianeta del sistema
solare, in ordine crescente di velocità, abbia dato la sua impronta a un'era
della storia terrestre, e dopo tanti milioni di anni siamo arrivati all'èra di
Mercurio, della comunicazione rapida, dei mass media onnipotenti, dei radiotelefoni,
dei fax e di altre cose che ho già descritto altrove. Però il pianeta signore
di ogni singola èra stuzzica, per così dire, provoca il pianeta opposto, che
esprime certe sue caratteristiche in modo convulso e esasperato; e poi, con i
suoi eccessi, logora il dominio del pianeta dominante, determinando la fine
della sua èra. Così Giove, in misura sempre crescente negli ultimi anni, ha
fatto esplodere la sua oralità indiscriminata, ha intensificato la sua spinta
verso la crescita e la proliferazione, ha imposto come atto di fede il culto
dell'edonismo. Ma ha anche ottuso un'importante simbologia mercuriale che è
quella della matematica. In un mondo che bacia i piedi delle statistiche e dei
tabulati, nessuno sa più contare, e nemmeno ci prova.
Tra gli argomenti usati per combattere
l'aborto, o per difendere i prodotti inquinanti, troviamo esempi quasi
spassosi. Recentemente la Francia, paese virgineo e dunque poco amante della
natura, si è finalmente accorta che i diserbanti avvelenavano le acque; tanto
che, dopo la violenza di piogge torrenziali, molte regioni e città furono
costrette per settimane a consumare solo acqua minerale. Da qui polemica contro
gli agricoltori e contropolemica del ministro dell'agricoltura che ha
dichiarato minacciosamente in televisione : "Se non volete più i
diserbanti, dovrete rassegnarvi a pagare i cereali un quindici per cento in
più". Minaccia ridicola perché una famiglia di quattro persone consuma, a
dir molto, tre chili di cereali alla settimana, ma beve, a dir poco, due
bottiglie d'acqua al giorno, e con i prezzi attuali della minerale i conti sono
presto fatti, vale ampiamente la pena di pagare un po' di più il pane e il riso
per salvarsi dalla stangata della Perrier e dell'Evian. Però dubito assai che
un qualsiasi spettatore di Antenne 2 abbia fatto questo ragionamento, perché
ormai basta l'immagine di un predicatore e il tono enfatico della sua voce
(ancora Giove) per convincere le masse.
Ancor più probanti, ma meno spassosi, gli esempi
tratti dalla campagna contro la denatalità (ossia contro l'aborto): uno degli
argomenti favoriti, e apparentemente logici, è quello della moltiplicazione
dei vecchi e della riduzione del numero dei giovani, che dovrebbero contribuire
al mantenimento dei vecchi lavorando e pagando le tasse allo stato che poi paga
le pensioni. Per cui, secondo il ragionamento di questi nuovi Socrati
sillogisti, più vecchi sopravvivono, più bambini dovrebbero venire al mondo; e
la stragrande maggioranza della gente ci crede, dimenticando che anche i
bambini invecchieranno, e se vogliamo conservare intatto il rapporto di tre
giovani per mantenere un anziano, accadrà che tra trent'anni avremo tre anziani
da mantenere invece di uno solo, e i giovani necessari all'operazione di
mantenimento dovranno essere nove, e dopo altri trent'anni ventisette, come
dire che gli attuali e già esorbitanti cinque miliardi di esseri umani nel 2050
diventerebbero 135 miliardi. Qualsiasi programmazione basata sul calcolo
esponenziale è destinata a rapidissima catastrofe e solo i furbi ne sfruttano
l'euforica fase iniziale, organizzando periodicamente le varie catene di
Sant'Antonio e i vari giochi dei posti in aereo, e guadagnandoci un sacco di
soldi perché la terra alberga un'enorme quantità di gonzi, gli stessi che invocano
campagne demografiche e dicono con voce cupa : "L'Italia detiene il triste
primato di una crescita zero", il che invece è una prova dell'istintiva
intelligenza degli italiani.
Questo lungo discorso preliminare era
indispensabile per ipotizzare i probabili effetti di Saturno in Aquario e le
loro conseguenze sulla condizione femminile, che oggi appare anche troppo
pesantemente penalizzata dalle dure opposizioni al Cancro. Dal febbraio del
1991 fino al gennaio del 1994 Saturno, inserendosi nell'Aquario, risveglierà i segni d'Aria i
quali, proprio perché così a lungo derelitti, daranno prova di grande vitalità.
II risveglio della Bilancia sarà il più faticoso, perché su di essa grava
ancora il quadrato di Urano e di Nettuno, ma la sete di giustizia si manifesterà
comunque, con una richiesta sempre più pressante di leggi eque e rinnovatrici.
E nel conflitto, a volte forse intenso, tra volontà progressista e arroccamento
del potere-Capricorno, rischia di esplodere la contestazione giovanile perché i
Gemelli, soprattutto tra il '92 e il '93, godranno di notevolissime protezioni planetarie. C'è da sperare che anche i giornalisti recupereranno onestà professionale e
lucidità mentale, ristabilendo quei veri contatti con l'opinione pubblica che
hanno rotto da tempo. Le linee direzionali della contestazione e della
richiesta di giustizia faranno perno sull'Aquario e sulla sua
anti-patriarcalità, vista soprattutto come rifiuto a riprodurre tout court. Questa
eventualità è rafforzata dal quadrato che Saturno formerà con il Toro e con lo
Scorpione, i due segni sessuali per eccellenza, e ne farà le spese soprattutto
il Toro, troppo favorito dai transiti in Capricorno e ora costretto ad
accettare una dura realtà: è impossibile combinare l'egoistica difesa del
proprio territorio con l'avidità consumistica e con l'edonismo reaganiano.
Perché chi abbraccia il credo del crescete e moltiplicatevi e sogna un mondo
con famiglie di cinque figli e sette automobili e tre freezer e due seconde
case, in tempi brevissimi si sentirà soffocato nel proprio territorio
stracolmo, e in tempi nemmeno tanto più lunghi si accorgerà che dividendo i
chilometri quadrati di terre emerse per i quattordici miliardi di uomini
annunciati trionfalmente nel duemila, e peggio ancora per i trenta miliardi del
2020, saranno disponibili pochi metri quadrati a testa, completamente
desertici, completamente sterili, e insomma buoni solo per scavarci tombe in
verticale.
Fin dall'anno venturo, se il ciclo ci
aiuta, Saturno potrebbe far sentire la voce della ragione in proposito,
reintroducendo la capacità di far conto nell'obnubilato cervello umano e
suggerendo i metodi opportuni per limitare i danni di una catastrofe ormai non
più evitabile. In tale contesto, la posizione della donna e il ruolo della
donna potrebbero essere molto particolari; la spinta eversiva, infatti, non
parte più, come nei femministi anni Settanta, da una segno autenticamente
femminile come la Bilancia, ma da un segno ambiguo e quasi ermafrodito come
l'Aquario. Il sistema patriarcale, cui l'Aquario si oppone, coinvolge anche
moltissime donne, specie quelle di tipo lunar-venusiano che - al contrario
delle loro sorelle di tipo venusiano-saturnino - non hanno saputo scindere il
desiderio di riprodursi dalle smanie della civiltà del benessere. Il quadrato
di Saturno al Toro, dunque, penalizzerà le signore cresciute nel dogma del
"voglio tutto subito e domani ancora di più", anche perché
l'opposizione di Saturno al Leone porrà un freno durissimo ai lussi sfrenati,
alle prodigalità incoscienti, a una vita vissuta sempre al di sopra dei propri
mezzi.
Penso dunque che non torneremo a una
contestazione femminista nel significato ormai storico della parola, ma le
donne verranno coinvolte genericamente, insieme agli uomini di buona volontà, nella lotta della
ragione contro la follia, e dopo tanti parti obbligatori e tante gravidanze
imposte a chi di figli non ne voleva, assisteremo al fenomeno opposto, ossia
una campagna antidemografica, spesso triste per chi di figli ne vorrebbe.
Prima di arrivare a un capovolgimento così drastico, tuttavia,
temo che il cammino sarà lungo; Saturno, come dicevo, si limiterà a prospettare
queste soluzioni, a convincere una parte dell'opinione pubblica, importante ma
non sufficiente. L'ottusità del nostro attuale modo di pensare è così globale,
così arroccata nella sua cocciutaggine, che per smuoverla dovremo trovarci di
fronte a evidenze terrificanti, e saranno ovviamente di
tipo climatico-meteorologico. Né la donna né la natura sono sfruttabili all'infinito,
e la vendetta della natura è molto più temibile della vendetta femminile. Nel
secolo scorso, e anche in questo in molti paesi, quando una moglie moriva
sfiancata dai troppi parti e dalle troppe bastonate, il danno era scarso,
perché il disinvolto marito ne sposava subito un'altra. Ma se la terra
avvelenata muore, dovremo cercarne un'altra nello spazio.
Ritengo che solo l'ingresso di Urano e
soprattutto di Nettuno in Aquario (rispettivamente 1996 e 1999) riusciranno a
mettere la mentalità consumistico-patriarcale con le spalle al muro, ma nel frattempo il
provvidenziale sestile Nettuno-Plutone, che ci ha preservato dal peggio per
molti decenni, si sarà sfrangiato e fragilmente ricomposto più volte, per
sparire definitivamente all'inizio del prossimo secolo.
Alle soglie del 2000, i cultori dell'Apocalisse avranno così modo di scatenarsi,
anche se i loro occhi, come è sempre accaduto, guarderanno nella direzione
sbagliata. Credo poco nelle profezie, ma medito con una certa apprensione su
certi corsi e ricorsi storici o geografici. E le preannunciate Olimpiadi a
Berlino nel primo anno del millennio mi mettono un brivido nella schiena.