LE SIMBOLOGIE COME BERSAGLIO VARIABILE DEI TRANSITI
(Congresso CIDA - Milano - 17 marzo 1996)

L’arte della divinazione ha i suoi meriti e i suoi rischi. Tra i suoi meriti, considero il massimo quello di avere tenuto in vita, nel corso dei millenni, un prodigioso strumento chiamato Zodiaco. Tra i suoi rischi vi è quello di ridurre lo stesso Zodiaco a un banale attrezzo per predire il futuro.

L’ansia di conoscere cosa accadrà domani (o tra un mese o tra un anno) è una costante così radicata, da sempre, nell’animo umano, che possiamo solo accettarne l’evidenza, senza mettere in discussione la sua razionalità estremamente dubbia. Forse è una frangia marginale e corrotta di quella sete di conoscenza che ha spinto verso le grandi scoperte e le grandi invenzioni. Forse risponde a un bisogno di rassicurazione egopatica: se gli astri, le carte o i fondi di caffè – pensa l’uomo – mi danno risposte molto precise sulla mia sorte, vuol dire che io stesso ho una mia importanza riconoscibile e non sono un granellino di polvere sperduto nell’universo. Ma la spiegazione più diffusa e accettata è quella di una rassicurazione personale di carattere pratico. Il consultante dialoga con l’astrologo o il cartomante (e spesso con entrambi) così come dialoga con se stesso quando lo afferrano le angosce del mattino o le insonnie della sera. Mio marito mi tradisce? Il mio amante divorzierà dalla moglie per sposare me? Sto invecchiando? Devo fare un lifting? Troverò un lavoro? Mi aumenteranno lo stipendio?

             La sofferenza umana mi ha sempre turbato e non me la sento di condannare i palliativi anche ridicoli (dai talismani alle castagne matte contro il raffreddore) che a volte riescono a dare speranze e sollievo. Purché non si esageri.

             Due sono i pericoli che insidiano la divinazione anche al suo livello più alto, come l’astrologia: la richiesta di certezze assolute e l’interesse concentrato sui desideri immediati del consultante. Questi due filoni confluiscono alla fine in un unico torrente capace di travolgere tutto, perché si perde di vista lo strumento essenziale: il tema natale del consultante stesso dove, molto prima di un ipotetico futuro, si debbono leggere le strutture portanti di un individuo e le tappe essenziali del suo passato. Perché ciò che noi siamo oggi è il risultato di tutto quanto siamo stati due anni fa, dieci anni fa, venti anni fa, dalla nostra infanzia in su. Invochiamo la nostra libertà di scelta e un problematico libero arbitrio per fissare la data più propizia a un lifting o a un consiglio di amministrazione con l’aiuto o a dispetto degli astri. Ma quando volgiamo lo sguardo alle nostre spalle, la libertà di scelta e il libero arbitrio svaniscono nel nulla, la colpa dei nostri errori è sempre degli altri, dei genitori in primo luogo e poi del partner, dei colleghi, delle circostanze.

             Intendiamoci, la legge dei grandi numeri vuole che certe disgrazie ci capitino in modo del tutto fortuito e senza la nostra collaborazione. Ma sono casi rari. Rarissimi. Di fronte a un incidente provocato da un’auto impazzita che invade la corsia opposta, ce ne sono settecento che si sarebbero potuti evitare se chi stava al volante non fosse stato ubriaco, distratto, maniaco dell’alta velocità, trasgressivo delle regole per arroganza del suo temperamento.

             Orbene, la corretta lettura dei transiti nasce da un esame delle scelte compiute dal consultante nel corso della sua vita e da un’approfondita analisi delle posizioni astrali che le hanno accompagnate. Mi si dirà che non è facile e smentisco. La maggioranza dei consultanti, è vero, specie se viziati dai moderni andazzi, debutta spesso con una frase lapidaria: “Io mi conosco benissimo, perciò non perda tempo a descrivere il mio carattere. So benissimo cosa mi è accaduto in passato e non mi interessa. Voglio sapere se quest’uomo che ho conosciuto due mesi fa mi amerà per sempre”. Ma se l’astrologo, ignorando questa affermazione, fissa gli occhi sul tema natale e chiede: “Che cosa le è accaduto nel 1963? (o nel ’75 o nel ’89)”, ci sono altissime probabilità che l’attenzione del consultante riesca a concentrarsi su quella data indubbiamente importante del suo passato (se l’astrologo sa fare bene i transiti) e rievocando l’accaduto, provi finalmente l’emozione indispensabile per un giusto approccio all’astrologia. Il tema natale è la storia della nostra vita e non un osso di pollo che si getta in aria per scoprire la nostra immediata sorte futura.

             Anche l’astrologo, con questo accorgimento, raccoglierà informazioni utilissime sul valore e sul peso dei pianeti transitanti. Uno degli errori più comuni, infatti, è che pur avendo osservato attentamente le posizioni dei pianeti in un tema natale, molti astrologi, passando ai transiti, si ostinano a dare agli stessi pianeti un valore generico e genericamente propizio o funesto.

             Il Saturno di una persona molto razionale, per esempio, ben difficilmente indurrà questa persona a comportarsi in modo illogico, pur transitando su punti negativi. E un bell’Urano natale ben difficilmente trasformerà un individuo attivissimo in un pigro indeciso. Il ragionamento funziona anche nell’altro senso: un pessimo Giove natale, pur transitando in modo sontuoso, ben difficilmente trasformerà un pessimista in un ottimista o strapperà a un avido la sua eccessiva passione per il denaro.

             Ho definito questi “i punti inalienabili” di un tema (e di una persona) e ce ne sono parecchi, legati all’egopatia o all’insicurezza, ai sentimenti o all’ambizione. Non starò certo a elencarli tutti, limitandomi a segnalare quanto sia importante, se possibile fin dal primo colloquio, identificare gli argomenti sui quali il consultante non è disposto a discutere, né ad accettare un’opinione diversa dalla sua. La corretta lettura dei transiti è strettamente legata alla capacità, da parte dell’astrologo, di circumnavigare questi scogli durissimi per indurre il consultante a un dialogo più realistico e anche per capire il vero significato delle sue domande. Intendiamoci bene: chi viene a interrogarci, infatti, sul proprio futuro ha già in testa le sue risposte che vorrebbe sentire e comunque non si schioda dall’argomento che lo interessa. La signora, che sta trattando l’acquisto di una casa, insiste per sapere quale giorno del prossimo mese sarà ideale per la firma del contratto, mentre invece, dalla pagina delle effemeridi di quello stesso mese, balza chiaro ai nostri occhi la probabilità che quella signora abbia un incidente di macchina o che suo figlio sia bocciato agli esami. Possiamo solo accennare a tali eventualità, con molta cautela e di solito con risultato zero, non solo perché, come dicevo, ciascuno tende a concentrarsi su un solo problema, ma perché l’andazzo generale della divinazione, oggi, ha perso il senso del Tempo e lo sminuzza in noccioline da consumarsi con l’aperitivo. Sono ormai in commercio, e largamente usati, dei programmi di computer che fanno apparire sullo schermo il tema natale aureolato dai transiti del giorno. La lettura di tali transiti, cui mi è capitato di assistere direttamente, fa sì che l’astrologo finisca col dare lo stesso peso a Luna, a Saturno, a Giove e addirittura a Plutone in un preciso momento, spezzando completamente il filo degli eventi. Arrivati a questi livelli, francamente, sarebbe meglio dimenticare gli astrologi e andare a consultare delle bravi cartomanti.

             Sono fermamente convinta che il computer è utilissimo e comodissimo per disegnare il tema natale, ma va dimenticato per tutto il resto. Ho scritto più volte che le effemeridi vanno lette con un romanzo e personalmente mi dedico con passione a questa lettura, affondando a volte lo sguardo, per pura curiosità storica, in anni futuri che non vivrò mai. E, mi sembra ovvio, ho bene in testa le effemeridi di questo secolo e i loro punti cruciali. Ritengo che ogni buon astrologo debba conoscerle a memoria.

             Non sto bene a ricordare a lettori esperti e agguerriti quali siano questi punti cruciali, ma vorrei piuttosto evidenziare la loro influenza su gruppi generazionali per cui, grosso modo, possiamo parlare dei consumisti/ottimisti degli anni Quaranta, dei contestari/velleitari degli anni Cinquanta, dei grigi tecnologi degli anni Sessanta. Quando leggiamo i transiti di queste persone, non possiamo prescindere dalle loro predisposizioni di base che determinano un elemento importantissimo e troppo spesso trascurato dagli astrologi: la reazione agli eventi. E a questo punto posso introdurre l’argomento delle simbologie differenziate, su cui richiamo l’attenzione di chi, nelle previsioni, va a caccia di certezze. Noi sappiamo che ogni pianeta, ogni segno, ogni casa ha una vasta gamma di simboli anche se, come ho cercato di dimostrare nei miei libri, sono tutti legati tra loro dal filo logico di una funzione. Orbene, non tutte le simbologie riescono a emergere in un tema natale o nella vita di una persona. Per esempio, prendiamo Mercurio nei suoi significati di figlio, di fratello, di mezzo di comunicazione rapido. Un’amica mi raccontò che di recente, durante un transito di Urano all’opposizione del suo Mercurio natale, suo fratello subì un grosso furto, suo figlio fu bocciato agli esami di maturità e lei stessa uscì da un incidente stradale illesa, ma con l’auto distrutta.

             Proviamo a immaginare lo stesso transito sul tema di una signora che non ha figli, non ha fratelli e non ha l’automobile e vedremo spesso emergere altre simbologie del pianeta. Per esempio la signora in questione si spezzerà un polso, soffrirà per un’otite o avrà problemi in campo sociale. Non possiamo nemmeno escludere totalmente alcune simbologie precedenti e, poiché Mercurio è il re dei ladri, la nostra signora potrebbe subire un furto o essere coinvolta nell’incidente di un auto guidata da altri. In ogni caso, sarà sempre lei il bersaglio diretto del transito, perché in assenza di figli e di fratelli, il transito non potrà scaricarsi su altre persone. Non ne faccio una questione di gravità, perché, anzi, per una vera madre, i problemi dei figli sono più intollerabili dei propri, ma vorrei mettere in evidenza l’astuzia dello Zodiaco che al momento giusto colpisce, o favorisce, servendosi disinvoltamente dei mezzi che ha a sua disposizione.

             Henry Miller racconta che per molti mesi dovette accettare la presenza di un astrologo che aveva deciso di farsi mantenere da lui. Questo astrologo ripeteva spesso: “L’effetto dei transiti è chiarissimo dopo che gli eventi si sono verificati”. E lo scrittore citava la frase con tono derisorio, come dire: “A cose fatte sono capaci tutti di dire perché è andata così.” Miller si sbagliava e si sbaglia chi la pensa come lui. Per un vero studioso, per un ricercatore serio che non veda l’astrologia come una sfera di cristallo o come i fondi di caffè, l’esame posticipato dei transiti è l’esperienza più illuminante che si possa fare. A volte abbastanza sconvolgente. Questa lettura mette bene in evidenza quanto c’era di soggettivo o di limitato nelle ipotesi preventive e con quanta abilità l’influenza dei transiti si è rivolta verso simbologie che non avevano nemmeno preso in considerazione. Citerò due esempi: una mia lontana parente ha Mercurio semileso alla fine del Capricorno in sesta casa e, nel 1982, era terrorizzata dal transito di Saturno e Plutone congiunti in Bilancia al quadrato del suo Mercurio. Non aveva dubbi che qualche pericolo grave avrebbe minacciato la salute (casa sesta) dei figli/Mercurio e si arrovellava per immaginare quale forma avrebbe assunto l’inevitabile malattia. Accadde invece che sua sorella (ancora Mercurio) morì travolta da un treno (Capricorno/ferrovie). L’elemento dimenticato, sia da lei, sia da me, era che il transito di Saturno e di Plutone si effettuava nella terza casa, portando alla ribalta la simbologia di “fratelli” (in questo caso una sorella).

             Il secondo esempio, più recente e meno drammatico, mi riguarda personalmente. Meditando, l’anno scorso, sui transiti di Giove e di Saturno all’opposizione e al quadrato della mia folta casa undicesima, avevo pensato anch’io ai miei figli e ai loro problemi. Che ci furono, ma in forma molto larvata rispetto al 1994, mentre invece si manifestò qualcosa di totalmente inatteso. La simbologia/bersaglio della casa undicesima fu quella di “amicizie”, contro le quali giocarono Giove come ricchezza e Saturno come privazione. Risultato, tre dei miei amici più ricchi subirono rovesci gravissimi e altri due si trovarono in difficoltà.

             Come mai si verificano questi bruschi cambiamenti di scenari? Come mai i fondali del futuro che abbiamo già predisposto nella nostra immaginazione per accogliere un amore, un viaggio, una promozione, ci scodellano la morte di una zia quasi dimenticata con conseguente eredità?

             Quando analizzo questi transiti “a posteriori” e constato che lo Zodiaco, pur sorprendendomi, ha esattamente rispettato le regole, sfruttando le simbologie a sua disposizione, non mi sento frustrata perché non avevo preso in considerazione un’eventualità che appare, a cose fatte, tanto evidente, ma sono invece indotta a meditare sulla saggezza di uno strumento divinatorio che continua a rivelarci la sua efficienza pur negandoci le famose “certezze”.

             Ho tentato di spiegare nei mie libri, che un futuro “certo” è, per forza di cose, un futuro immutabile, mentre invece è opinione universalmente diffusa che, conoscendo in anticipo gli eventi, li possiamo evitare o modificare. Non ci rendiamo conto che con questa operazione pretendiamo di sostituirci a Dio e vorremmo gestire la nostra vita e l’altrui in base ai nostri interessi immediati. Il che può trasformarsi anche per noi in grossi svantaggi. Per esempio, l’uomo che oggi ci sembra sublime potrebbe fuggire domani con una manicure e con tutti i nostri soldi e la casa che vogliamo assolutamente comprare potrebbe bruciare tra due anni. I transiti che ci negano l’una e l’altro sono provvidenziali e se riuscissimo, invece, a manovrarli a modo nostro, finiremmo nei guai. Inoltre, la nostra esistenza si mescola a quella di molte altre persone e collabora a un intreccio di destini che compongono e comporranno la storia della nostra famiglia, del nostro ambiente sociale, del nostro stesso paese. Provate a pensarci: se funzionasse il cosiddetto libero arbitrio, ossia la volontà egoistica delle amanti, tutte le mogli sarebbero abbandonate e se funzionasse il libero arbitrio delle mogli, tutte le amanti resterebbero a bocca asciutta.

             La differenziazione dei simboli, pur sorprendendoci, ci insegna che la nostra vita è molto più varia e complessa di quanto immaginiamo e ci priviamo di tante gioie e di tanti nuovi interessi concentrandoci ossessivamente su un solo desiderio o su una sola paura e chiedendoci: “Che cosa accadrà domani?”

             La mia nota avversione per le Rivoluzioni Solari dipende non solo dalle loro pretese scaramantiche, ma anche dal fatto che ritagliano una porzione di tempo, un anno, isolandola da tutto il resto e ignorando l’ininterrotta corrente di eventi che ci ha portato fino a oggi.

             L’utilità dei transiti consiste non già nel farci esigere dal futuro ciò che noi vogliamo, ma nel prepararci a ciò che il futuro vuole da noi. Esistono punti nodali della sorte legati senza dubbio al nostro carattere, e questo sì possiamo modificarlo. Resto sempre stupefatta quando certe persone, convinte di avere in sé tanta forza di cambiare i disegni divini, dicono tranquillamente di se stesse: “Io sono fatta così e ormai non posso certo cambiare”. Poiché sono vissuta in una famiglia di grandi longevi, vi assicuro che si può cambiare, e in meglio, a quaranta, a sessanta e anche a novant’anni. Chi invece si ostina a rimanere sempre “se stesso”, ricadrà sempre e fatalmente negli stessi errori.

             La differenziazione dei simboli e la visione globale della nostra vita fanno sì che i transiti ci aiutino a superare inutili paure. L’imminenza di un passaggio negativo getta nel terrore molti consultanti, pronti ad anticipare un’apocalisse per una semplice opposizione di Giove alla Venere natale. È un malvezzo nato dal dilettantismo e alimentato dai venditori di talismani. Se avete quarant’anni, ossia il tempo necessario perché tutti i pianeti più importanti abbiano formato aspetti negativi con qualche punto dal vostro tema natale, esaminate i transiti e vi accorgerete che siete sopravvissuti, e con pochi danni, a molto di peggio. Inversamente, chi afferma con rabbia “mi aspettavo grandi cose da quel transito di Urano e non è successo nulla” spesso non sa quel che dice e soprattutto non sa vedere e valutare gli eventi. Cito ancora me stessa: tra il ’42 e il ’43 Urano e Saturno al trigono di Nettuno transitavano su uno dei punti più felici del mio tema. Con uno sguardo miope e mediocre potrei dire: “Furono anni pessimi, lottavo contro il freddo, la fame e i pericoli della guerra”. Con sguardo lucido e obiettivo dico, invece: “Passai come una salamandra attraverso le fiamme di rischi immensi e me la cavai immune”.

             Gli astri, credetemi, ci sono amici in quanto consiglieri e suggeritori di sagge meditazioni. Ci mettono in guardia contro le decisioni avventate, contro le passioni cieche, contro la nostra stessa arroganza. Bisogna prevedere per sapere come dobbiamo comportarci.