In tempi non lontani, Plutone e Nettuno destavano una sorta di timore reverenziale che impediva la corretta interpretazione astrologica, anzi, diciamo pure che ne impediva l’interpretazione, punto e a capo.
Si parlava genericamente di archetipi, a volte con durezza un po' autoritaria, per negare che l’influenza di questi due pianeti estremi potesse articolarsi in modo dettagliato e preciso.
Nella storia dell’umanità c’è uno strano orrore del nuovo a tutti i livelli, come se solo ciò che è noto e consueto fosse confortante. Ho avuto modo di ascoltare con le mie orecchie dichiarazioni di una sconvolgente stupidità, come quella che recitava, e forse ancora recita “prima della loro scoperta i pianeti non hanno alcuna influenza”.
Qualcuno dovrebbe pur spiegarmi come mai dei corpi celesti di notevole volume e importanza dovrebbero rimanere del tutto inerti finché un telescopio più potente non li renda visibili.
La risposta più ovvia, anche se sconfortante, è che certe anime candide, in mancanza di adeguati vocabolari, confondono le invenzioni con le scoperte.
Si inventa il telegrafo, il motore a scoppio, il computer e il ferro da stiro, puro frutto dell’ingegnosità umana; mentre si scoprono i pianeti, le galassie, le forze gravitazionali e il DNA.
Ora, mentre le invenzioni possono essere non solo superate, ma anche annullate da qualche espediente più ingegnoso, le scoperte sono irreversibili.
Capita che un duro ostruzionismo vi si opponga, come nel caso di Galileo e di molti altri, ma alla fine la legge della irreversibilità non perdona.
Questa premessa riassume certe annotazioni già fatte in passato, ma vi è forse un concetto che emerge con prepotenza e che vorrei sottolineare: il concetto di irreversibilità.
L’arte e la tecnica hanno avuto in passato periodi di grande fulgore e di estrema decadenza, ma ogni passo avanti compiuto dalla scienza è stato conquistato per sempre.
Intendiamoci, vi sono state scoperte scientifiche non abbastanza sfruttate, o quasi assopite nelle nebbie dei secoli bui, ma non fu mai possibile contraddirle.
Fu possibile solo completarle superandole.
Certi supposti errori che potrebbero far pensare a una marcia indietro nel tempo sono solo il frutto di crassa ignoranza e di banale superficialità.
Farò solo un esempio: la rotondità della terra fu scoperta probabilmente parecchi secoli prima di Cristo grazie allo spirito di osservazione di ignoti naviganti.
Già Aristarco riuscì a calcolare, con un approssimazione che rasentava l’esattezza, il diametro della sfera terrestre.
Da allora nessuno, nemmeno i fanatici dell’Inquisizione, si azzardò mai a dire che la terra era piatta.
Le discussioni con Colombo vertevano sull’opportunità di varcare un oceano ignoto navigando verso ovest, quando le stesse terre dell’estremo oriente si potevano raggiungere navigando verso est.
E infatti, quando finalmente Colombo avvistò la terraferma, dopo aver varcato l’Atlantico, fu dapprima convinto di aver raggiunto il Cathay, ossia la Cina.
Queste sono cose arcinote, o almeno dovrebbero esserlo.
Può destare solo immenso stupore leggere, nell’anno di grazia 1992 e in occasione delle Colombiadi, che Cristoforo Colombo scoprì la rotondità della terra.
Cito questo aneddoto grottesco per dimostrare che nelle sue tappe fondamentali la scienza non concede sconti.
Eppure, nel vasto e complesso disegno dove si configura la storia dell’umanità, molte altre discipline raccolgono il massimo interesse, e tra i fiumi di parole -orali e scritte- dedicate a guerre, invasioni, conquiste, castelli ideologici, fervori religiosi e fanatismi feroci, una percentuale minima di attenzione è stata concessa al teorema di Pitagora e a tutto quanto ne seguì.
Non tragga in inganno la grande popolarità ottenuta ai calcolatori e dalle reti informatiche, poiché non si tratta di scienza, ma di tecnica.
La scienza è un’altra cosa, una
gemma inizialmente nascosta che progressivamente acquista splendore .
Ma si tratta di uno splendore
quasi sempre isolato, non per difficoltà di comprensione concettuale, che pure
esiste, ma perché ogni scoperta scatena nella mente del suo scopritore un
entusiasmo travolgente, divorante, esclusivo che non ha eguali.
In modo più semplicistico e
banale potremmo dire che, varcata una certa soglia, è impossibile fermarsi,
quali che siano le eventuali conseguenze.
Il dramma della scienza moderna
sta nella difficoltà di separare un puro dato di fatto (per esempio la
possibilità genetica della clonazione) dalle sue implicazioni pratiche.
Accanto al concetto di
irreversibilità, si presenta tuttavia il fenomeno dello “stallo”, quasi che lo
scadere dei tempi, come ebbi già occasione di notare, avesse bisogno di paure
essenziali, e in tale contesto certi processi di accelerazione e di
rallentamento si susseguono con ritmi strettamente legati alle orbite
plutoniane.
Tali ritmi, a partire dalla
presenza di Plutone in Cancro in poi, si presentano come uniformemente
accelerati, tanto che nell’arco di una vita media, ossia settant’anni, è
possibile sperimentare una vasta gamma di influenze, che vanno dal Cancro,
appunto, fino al Sagittario. Qui blocchiamo la nostra esposizione non perché
sia impossibile procedere oltre, ma perché il Sagittario sembra simboleggiare,
anche metaforicamente, l’illusione di andare sempre più in fretta e sempre più
in là.
A ciò concorrono varie caratteristiche
del segno, quali l’entusiasmo, la fiduciosità, lo scarso gioco dialettico della
logica.
E’ la prima volta in questo
secolo che Plutone si presenta in Sagittario, il che non ha nulla di
eccezionale data la lentezza del pianeta, ma va forse considerata eccezionale
la chiusura di un ciclo, che chiameremo il ciclo di Plutone rapido
Dal 2009 in poi la situazione si
capovolge, e non soltanto perchè al Sagittario entusiasta succede il cupo
Capricorno, ma perché i tempi progressivamente accordati al Capricorno e ai
suoi successori non concedono rapide evoluzioni o pronti recuperi.
L’agilità mentale caratteristica
dei Gemelli, e che trovò il suo massimo fulgore con la congiunzione
Plutone-Nettuno, è ormai un reperto archeologico.
La saggezza della successione
Zodiacale ha consentito tappe di maturazione estremamente interessanti che
coinvolgevano la tecnica (Plutone in Vergine) o la Giustizia (Plutone in
Bilancia), ma la rapidità stessa dei cambiamenti sembrava configurare la
necessità di un riassunto complessivo del possibile, dove poi ciascuno, in base
ai transiti di altri pianeti lenti, potesse scegliere il meno peggio.
Rimane un dato certo anche se
per ora più legato alla teoria interpretativa che all’esperienza: con Plutone
in Sagittario le capacità di percezione logica e cognitiva si abbassano al
minimo, mentre si esalta l’illusione di poter prescindere da ogni
strutturazione sistematica dell’intelligenza.
Mi è capitato di ricordare che
Gemelli e Sagittario, sia pure con modalità distinte, hanno in comune la
velocità, ma dobbiamo segnalare che per il Sagittario in generale la velocità
va a scapito non solo dell’approfondimento, ma anche della visione vera e
propria della realtà.
Mi è capitato spesso di parlare
di “astuzia” dello Zodiaco, ma sarebbe forse più legittimo alludere a una
“ingegnosità” strutturata su quel gioco a incastri che finisce col comporre il
nostro destino, e mi sembra fuori dubbio che, per la lunghezza dei tempi
concessi, la presenza di Plutone nei vari segni abbia degli effetti profondi.
Che significati può assumere
Plutone in Sagittario ?
Non intendo tornare sul passato,
che ho già avuto occasione di esaminare in una prospettiva storica, e vorrei
invece limitarmi a ipotesi sulle manifestazioni future.
Si tratta, ripeto, di ipotesi costruite
soprattutto sulla combinazione segno/pianeta e che vorrei analizzare nella
dinamica di pulsioni contrastanti.
Il Sagittario é entusiasmo e
proiezione verso "le magnifiche sorti e progressive"; in questi
slanci vi è una inevitabile (e notevole) dose di ingenuità, indispensabile per
procedere con quella velocità che dovrebbe concludersi con la conquista dei
grandi spazi.
Ciò esclude la cura del
dettaglio e l’attenzione sul particolare, sul quotidiano.
Il primo effetto negativo di
questa influenza plutonica è riscontrabile -ormai in modo evidente- nella
grande faciloneria caratteristica delle cronache giornalistiche.
L’approfondimento, ossia la
verifica e l’analisi delle notizie, non esiste più, e peggio ancora nessuno se
ne accorge perché il fragore dello scoop, il prevalere delle immagini non
codificate sbattute in prima pagina, travolgono ogni possibilità di riflessione
logica.
E’ esattamente quel che accade
(ed è sempre accaduto) quando una qualsiasi persona tipicamente Sagittario
immagina che un fiume di parole possa sostituire un’analisi ragionata.
L’udito-Gemelli implica un riscontro tra il suono della parola e il suo
significato.
La voce-Sagittario è pura gioia
di emettere suoni in libertà, e soprattutto in abbondanza, curandosi ben poco
del loro significato.
L’assenza di filtri critici e il
rifiuto dei tempi necessari alla riflessione producono il singolare effetto
della riproduzione dell’errore, cui basta un articolo a grande diffusione per
essere codificato.
Persino certi modi di dire proverbiali,
spesso legati alla saggezza contadina, risultano completamente stravolti.
Per esempio, “fare cappotto” è
un’espressione che significa uscire da una competizione sportiva, o anche da
una partita a carte, senza aver segnato nemmeno un punto.
Non so chi per primo, e in epoca
recentissima, abbia capito tutto alla rovescia, tanto che nei commenti alle
ultime elezioni “far cappotto” corrispondeva a “fare il pieno di voti”, mentre
è corretto solo l’esattamente contrario.
Lo strafalcione ha coinvolto
anche ministri e capi partito.
E qui si pone la domanda: non
avevano mai sentito pronunciare questa comunissima espressione, oppure avevano
accettato senza fiatare l’ultima versione orecchiata, autoconvincendosi che
fosse quella buona?
Sembra una questione di lana caprina, ma ritengo che non lo sia, perché nella sua banalità questo episodio si ricollega a molti altri analoghi, come se la parola d’ordine fosse “‘seguiamo l’onda della maggioranza perché chi fa il pignolo rischia di perdere consensi (elettori, e sponsorizzazioni)”.
La quantità lievitante è la grande nemica della qualità selettiva e il fenomeno investe due settori simbolicamente legati ai Gemelli e alla comunicazione: il giornalismo e la pubblicità.
Dapprima le due professioni si mantennero ben distinte, ma per breve tempo, e seguì una contaminazione tra i generi i cui effetti devastanti non sono stati ancora percepiti in tutta la loro vastità.
Scopo della pubblicità è l’incremento abilissimo nello smerciare filtri o pomate di dubbia origine ad acquirenti sprovveduti.
Dal dottor Dulcamara in poi sono stati fatti passi giganteschi in fatto di tecniche che si sviluppano attorno a un nocciolo di credibilità, ma il motore trainante dell’immenso carrozzone pubblicitario è sempre lo stesso: convincere all’acquisto.
I Gemelli plutonici sono l’anima della pubblicità, mentre i Gemelli mercuriali sono la struttura portante del giornalismo e dei mezzi di informazione in generale.
Credo si possa datare il periodo in cui i due generi cominciarono a confluire l’uno nell’altro: gli anni della congiunzione Plutone-Urano in Vergine, quando la menzogna plutonica poté sfruttare al massimo la tecnica uraniana, creando un prodotto fittizio (o falso, o puramente imitativo), come vuole appunto la Vergine.
L’impeccabilità formale delle grandi pagine patinate copriva (e copre) articoli di costume, fatti di cronaca e prodigi dell’ultimo aspirapolvere o dell’ultimo cibo per cani.
Senza soluzione di continuità.
Distinguere un ‘servizio’ dall’altro richiede sempre un certo sforzo, magari minimo ma onnipresente.
E a poco a poco il cronista parla di un delitto come se fosse un capitolo di moda, mentre il “creativo” fotografa la bella donna che si ferma a un distributore di benzina come se fosse un serial killer.
Entriamo così nel mondo che ipotizzo legato a Plutone in
Sagittario.
Intendiamoci, si tratta di un Plutone che entra in Sagittario alla fine del ventesimo secolo e ha dunque già assorbito e assimilato quanto di nuovo hanno proposto i due secoli precedenti, e soprattutto ha superato la formidabile congiunzione Plutone-Nettuno, un ciclo bi-millenario spietatamente si chiude, e si chiude sulla accelerazione entusiasta e scriteriata che la plutonicità sagittariana porta con sé.
La “dilatazione” del Sagittario agisce negativamente sui Gemelli, determinando un eccesso di informazione priva di vaglio critico.
”Tutto fa notizia” in una sovrapposizione dove le contraddizioni, anche le più evidenti e plateali, passano inosservate.
Negli stessi quotidiani, a distanza di due o tre pagine, leggiamo contemporaneamente che le risorse della terra diminuiscono vertiginosamente, e che bisogna sollecitare vigorosamente l’aumento demografico per pagare le pensioni di anzianità con il lavoro dei giovani.
Il diritto alla riservatezza sta dettando norme di legge demenziali che, in pratica, dovrebbero abolire i rendiconti bancari, e c’è già chi si prepara a negare di aver mai posseduto un’agendina di numeri telefonici perché il suo incauto smarrimento potrebbe costare carissimo. Ormai occorre riflettere seriamente prima di denunciare un furto perché il bottino potrebbe includere qualche oggetto pericolosamente personale, chi lo sa, magari il ventaglio dipinto di una bisnonna con una dedica romantica.
E mentre la libertà d’espressione viene sostenuta con toni biblici, negli Stati Uniti è già pronto un marchingegno che misura in tempo reale il consumo dell’acqua, smascherando, e multando, chi è uscito di casa al mattino senza lavarsi i denti.
L’ansia di perbenismo convive con una pornografia oggetto di culto, e l’ossessione per l’igiene convive con il moltiplicarsi torrenziale delle discariche abusive.
Dio acceca coloro che vuol perdere.
Mi capitò di dire e di scrivere, sollevando grande indignazione, che dopo il 1943 non nacquero più persone veramente intelligenti.
Rimango della mia opinione, e semmai constato che la situazione va progressivamente peggiorando.
Gli anni di Plutone in Sagittario potrebbero segnare l’apice di una confusione delle lingue e delle idee favorita dalle illusioni della informatizzazione.
Più in là non mi spingo se non per fare un’ipotesi: le temute apocalissi saranno ben diverse da quelle che ci si aspetta, niente esplosioni atomiche o pestilenze epidemiche, bensì un trionfo dell’ignoranza e della stupidità globale, che porterà la civiltà umana a livelli bassissimi.